Pensioni, rivoluzione totale: 60 anni per tutti e addio (davvero) alla Fornero

Altro che riforma delle pensioni, è in arrivo una vera rivoluzione. Potremo andare in pensione a 60 anni e dire addio alla legge Fornero.

Tutti attendiamo con ansia la riforma delle pensioni e l’abolizione della legge Fornero. Presto, però, potrebbe arrivare una vera e propria rivoluzione e tutti potremmo smettere di lavorare già a 60 anni.

Pensione a 60 anni
Tutti in pensione a 60 anni- (Gentechevainmontagna.it)

Addio legge Fornero. Questo è il titolo che, più o meno tutti gli italiani, sperano di leggere sulle prime pagine dei quotidiani molto presto. La legge Fornero, infatti, ci obbliga a restare a lavorare fino a 67 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia.

Non solo: per poter andare in pensione a 67 anni, è necessario anche avere almeno 20 anni di contributi e aver maturato un assegno previdenziale pari almeno all’importo dell’assegno sociale. Diversamente una persona dovrà continuare a lavorare anche dopo i 70 anni.

Molto presto, però, tutto potrebbe cambiare e potremo forse dire veramente addio una volta e per sempre alla legge Fornero. Presto potrebbe arrivare la rivoluzione tanto attesa dai lavoratori e potremo andare in pensione ad appena 60 anni, cioè con addirittura 7 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla Fornero.

Pensione a 60 anni per tutti: il sogno si avvera

La legge Fornero potrebbe già avere le settimane contate. C’è una strategia per superarla e consentire a tutti di andare in pensione a soli 60 anni senza compromettere le casse dell’Inps. Vediamo tutto nei dettagli.

Come accedere alla pensione a 60 anni
Con questo metodo potremmo dire già addio alla legge Fornero- (Gentechevainmontagna.it)

Il mondo delle pensioni è stato stravolto da due grandi riforme, la riforma dell’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero e la riforma Dini. Quest’ultima risale al 1995 e ha cambiato il sistema di calcolo delle pensioni. Fino al 1995, infatti, l’importo dell’assegno pensionistico che una persona andava a ricevere veniva calcolato con il metodo retributivo.

Dal 1996 in poi, invece, le pensioni vengono calcolate con il sistema contributivo. Questo sistema non tiene minimamente conto degli stipendi che un lavoratore percepiva prima di andare in pensione: contano solo i contributi versati. Questo sistema, praticamente, funziona come un salvadanaio: il lavoratore versa i contributi per un tot di anni e alla fine si ritroverà esattamente ciò che ha versato, nulla di più.

A conti fatti, pertanto, il sistema contributivo non pesa per nulla sulle casse dell’Inps. Di conseguenza con il ricalcolo contributivo di tutte le pensioni si potrebbe fare in modo già ora che chi vuole possa andare in pensione ad appena 60 anni anziché aspettare fino a 67.

Infatti molte persone in stato di bisogno a 60 anni non possono avere la pensione ma possono ricevere l’Assegno di Inclusione il quale, invece, comporta una grossa spesa per lo Stato. Anticipando le pensioni a 60 anni con il ricalcolo contributivo degli assegni tutti questi problemi si potrebbero evitare e una persona potrebbe ricevere la sua pensione anziché l’Assegno di Inclusione.

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