Ciaspole: istruzioni per l’uso. Come usarle, dove usarle

In attesa delle prime nevicate, è tempo di dotarsi, oltre che del necessario ottimismo, dell’attrezzatura idonea a godere della montagna nella sua veste invernale. Per quanti abbiano in programma di provare per la prima volta le ciaspole, è il momento giusto per imparare le regole del gioco. Le racchette da neve, strumento che nasce per spostarsi sulla neve consentendoci di galleggiare su di essa, non vanno infatti sottovalutate. Per garantirne un utilizzo in sicurezza è bene sapere come indossarle, come usarle e dove usarle.

Ciaspole: istruzioni per l’uso

Durante l’inverno 2020/2021, reso purtroppo indimenticabile dalle limitazioni imposte dal protrarsi dell’emergenza del Covid 19, si è assistito a un boom delle ciaspole. Complice il protrarsi della chiusura degli impianti sciistici in un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate, tanti escursionisti hanno deciso di infilare ai piedi le racchette da neve – non pochi per la prima volta – al punto da determinare un sold out in quasi tutti i negozi di attrezzature outdoor. I dati degli ultimi anni confermano che la ciaspola sia diventata di moda.

Importante è non sottovalutare i rischi di quella che è di fatto una attività outdoor che viene svolta in un ambiente non privo di potenziali pericoli. Per godere in serenità e sicurezza di una passeggiata su neve è dunque necessario sapere come comportarsi con le ciaspole ai piedi. Ecco allora alcune indicazioni per arrivare adeguatamente preparati alla “prova ciaspola”.

Escursionisti con ciaspole
Immagine | Unsplash @Ali Kazal – Gentechevainmontagna.it

Prima volta, non da soli. Il primo consiglio per i neofiti è di non realizzare la propria uscita in solitaria. Meglio affidarsi all’accompagnamento di una guida che sarà in grado non solo di istruirvi su come indossarle ma anche su quali siano gli itinerari e le condizioni meteo-nivologiche idonee a una ciaspolata. In tale occasione, se non avete mai avuto modo di provarle prima, è conveniente puntare sul noleggio delle ciaspole. Se non vi dovesse piacere l’esperienza, non avrete il rimorso di un acquisto evitabile.

Come vestirsi. Ciaspolando ci si scalda velocemente. Anche se stiamo parlando di un ambiente invernale innevato, è bene non esagerare in termini di imbottitura (che tra l’altro renderebbe meno fluidi i movimenti). Il consiglio è di vestirsi a strati. Per la parte superiore il suggerimento è di puntare su una maglia traspirante in tessuto tecnico, evitando il cotone che assorbe e trattiene il sudore, o anche una maglia termica. Su questo primo strato va indossato un pile. A seguire un piumino, comodo da riporre nello zaino se non necessario, e un guscio impermeabile molto utile in caso di vento e precipitazioni nevose.

Per la parte inferiore è bene orientarsi su pantaloni da trekking lunghi e impermeabili (molto meglio dei pantaloni da sci), calze da trekking o anche una calzamaglia in caso di temperature particolarmente rigide. Accessori da non dimenticare: guanti impermeabili, berretto e scaldacollo. Volendo ci si può equipaggiare di ghette, accessori tubulari che consentono di coprire la caviglia, evitando che neve e acqua entrino nelle calzature. Infine, per ciaspolate diurne ricordiamo di portare con sé gli occhiali da sole, per quelle notturne la lampada frontale. Quali scarponi usare? Mai i moon boot, no alle scarpe basse, sì agli scarponi da trekking alti a caviglia e impermeabili.

Come si indossano le ciaspole. Siano esse noleggiate o acquistate, le ciaspole vengono fornite in coppia: una per il piede destro e una per il sinistro. E non possono essere scambiate tra loro! Per distinguere quale vada a un piede e quale all’altro è necessario osservare le chiusure che bloccano gli scarponi, le cui cinghie o fibbie o cinturini devono essere rivolte all’esterno. Le ciaspole vanno indossate in piedi. In sequenza si inseriscono gli scarponi negli appositi alloggiamenti (attacchi universali) e si procede a regolare la parte mobile dell’attacco, sul tallone, secondo la lunghezza dei piedi. A questo punto si regolano le chiusure, che sono generalmente due, una posizionata sulla punta dello scarpone e l’altra sul collo del piede, evitando di stringere troppo.

Camminare con le ciaspole. Le ciaspole possono essere usate per camminare sulla neve in piano così come su leggere pendenze. In piano si avanza assecondando il naturale movimento di marcia, alternando gambe e braccia. Se si deve affrontare una salita, si consiglia di usare l’alzatacco (se il modello ne è dotato), un dispositivo che, come dice il nome stesso, consente di alzare il tallone di alcuni centimetri, così da ridurre la sensazione di pendenza e affaticare meno i polpacci. In discesa, sempre se il modello ne è dotato, il consiglio è di azionare il bloccatallone, altro dispositivo che consente di limitare il basculamento del piede e il rischio di cadute.

N.B. le ciaspole vanno usate con i bastoncini da trekking, che garantiscono la stabilità mentre si avanza nella neve e risultano utili in salita per darsi la spinta e in discesa per evitare di scivolare.

Non si ciaspola sul ghiaccio! Le ciaspole sono strumenti idonei alle camminate su neve fresca. Ora, se stiamo parlando di neve battuta, risultano inutili, in quanto la loro funzione è di evitare di affondare nella neve. In questi casi si può procedere semplicemente con gli scarponi. Su ghiaccio o neve particolarmente dura non vanno invece assolutamente bene. In questi casi bisogna dotarsi di ramponcini o ramponi, a seconda dei casi.

E mai senza neve! Può sembrare banale come indicazione ma è bene ricordare che le ciaspole vadano usate solo in presenza di neve. Ciaspolando su terreno o asfalto si rischia di rovinare la ramponatura inferiore.

Ciaspole e valanghe

Sulla base di quanto detto nei precedenti punti, le ciaspolate non vanno improvvisate. Si tratta infatti di uscite in fuoripista, dove il pericolo valanghe non deve mai essere considerato nullo. Tenete a mente che la maggioranza di incidenti a danno di ciaspolatori si verifica proprio a seguito di valanghe.

Segni di valanga
Immagine | Pixabay @Hans – Gentechevainmontagna.it

Importante è scegliere in maniera accurata l’itinerario, valutandone pendenza e condizioni di innevamento. Essenziale è controllare prima di ogni uscita previsioni meteo e bollettini valanghe relativi alla zona d’interesse.

Sulla base del D.lgs. 28/2/2021 n. 40, in vigore dal 1 gennaio 2022, in Italia vige, per “i soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe”, l’obbligo di dotarsi di ARTVA, pala e sonda, componenti del kit di sicurezza in valanga.

L’ARTVA (acronimo di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga) è un piccolo device elettronico che riceve e trasmette segnali radio, e consente di individuare una persona sepolta da valanga (che abbia addosso un altro ARTVA attivato in modalità trasmissione). Sonda e pala servono per la fase di soccorso della persona individuata sotto la neve tramite segnale radio. Chi circoli senza kit può essere sanzionato con multe fino a 150 euro.

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