Guida breve al primo soccorso alpino: sai quando si attiva e come funziona?

La montagna, un luogo dove potersi rilassare faticando, un luogo di pace che se sottovalutato può diventare pericoloso.

Le escursioni in montagna, per gli appassionati un modo per tenersi in allenamento, un modo per visitare posti sperduti, a contatto con la natura, dove poter sfogare le tensioni accumulate nei normali giorni di lavoro. Per gli avventori amatoriali un modo per mettersi alla prova visitando luoghi incontaminati.

Come funziona il primo soccorso alpino
Norme di sicurezza e di primo soccorso in montagna – Gentechevainmontagna.it

Tuttavia, a prescindere, non è un luogo da sottovalutare la montagna. Anche il sentiero che conosciamo a memoria e abbiamo fatto centinaia di volte va sempre affrontato con il massimo della concentrazione. Basta una storta, un piede messo male, un momento di distrazione, per farsi male seriamente.

E cosa fare quando ci si ferisce nel bel mezzo di un sentiero montuoso, dove l’accesso è limitato alle persone e il paese più vicino e a ore di cammino? In molti diranno “c’è il soccorso alpino” cioè degli alpinisti esperti che prestano soccorso a tutti colori che si trovano in difficoltà o in pericolo. Ma alle volte bisogna intervenire tempestivamente, e in caso di necessità, bisogna sapere cosa fare.

Incidenti in montagna: cosa fare nell’attesa dei soccorsi

Infatti è importantissimo non improvvisarsi soccorritori, cimentarsi in manovre di cui non si conoscono perfettamente le meccaniche può peggiorare le situazione. Nell’attesa quindi che arrivi il primo soccorso alpino dopo aver chiamato il 118 e fornito tutte le informazioni utili circa la propria posizione così che i soccorritori si attivino tempestivamente, Il primo consiglio è non perdere la calma e non farsi prendere dal panico. Se una persona è vittima di un incidente durante un percorso montano, infatti, ci sono alcune procedure da eseguire in attesa del soccorso.

Incidenti in montagna cosa fare
Importantissimo non improvvisarsi soccorritori o si rischia di fare peggio – Gentechevainmontagna.it

Per prima cosa va fatta la valutazione del traumatizzato: cioè controllare lo stato di coscienza, (valutare se il malcapitato è cosciente e interagisce, valutare lo stato del torace e addome e la mobilità degli arti) controllare le funzioni respiratorie (controllare se il torace si solleva e si abbassa e il colorito della pelle) e le funzioni cardiache (appoggiando l’orecchio sul torace). Tutto questo in modo di poter dare delle informazioni più dettagliate possibile ai soccorritori.

Bisogna poi verificare se sono presenti fratture o emorragie. La frattura si presenta con gonfiore e versamento di sangue, difficoltà di movimento e dolore della zona interessata, è importante immobilizzare la zona fratturata. Le emorragie possono essere di due tipi, venose o arteriose. Le venose si identificano con il sangue di colore scuro che esce costantemente ma lento.

Le arteriose, invece, sono le più pericolose perché il sangue che fuoriesce è molto di più, esce a spruzzo in sincro con il battito cardiaco ed il sangue è rosso vivo. La cosa da fare nell’attesa è applicare un dito sulla ferita facendo più pressione possibile o se possibile applicare una sorta di laccio emostatico che blocchi l’afflusso di sangue. Nell’attesa del soccorso alpino queste piccole precauzioni possono fare la differenza.

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