Milioni di case non in regola con le direttive europee: ecco quanto ci costerà adeguarci

La direttiva europea che introduce l’obbligo di un cambiamento per tutte le case europee, colpirà in maniera pesante soprattutto l’Italia.

Nei Paesi in cui ci sono tante abitazioni nuove la problematica è limitata, in quelli come l’Italia dove ci sono molti edifici datati è chiaro che l’impatto sarà maggiore. Un obbligo generale con una tempistica scandita che impone a tutti i proprietari di intervenire a proprie spese.

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Case non in regola con le direttive europee, quanto costerà (gentechevainmontagna.it)

Un problema non di poco conto perché senza intervento di fatto l’immobile sarà svalutato e quindi questo porterà a dover rivedere una molteplicità di condizioni per chi desidera ad esempio vendere o per chi vuole comunque fare dei cambiamenti importanti.

Case non in regola con le direttive europee: cosa fare e quanto costerà

La parola d’ordine in questo caso sarà adeguamento perché la realtà dei fatti è, appunto, che sarà importante per tutti andare ad adeguare il proprio immobile a quelle che sono le indicazioni. Ci sarà una scala progressiva e probabilmente degli aiuti a livello nazionale ma è giusto andare a fare un conto delle spese da affrontare ma anche di cosa significa dover cambiare il proprio immobile.

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Direttive europee, stangata per gli italiani (gentechevainmontagna.it)

L’Europa ha stabilito che tutte le nuove costruzioni dovranno essere a zero emissioni entro il 2030 quindi avere dei requisiti specifici e molto fermi su quanto concerne l’efficienza energetica. Questo è ciò che riguarda tutto quello che sarà costruito ex novo. Guardando invece agli edifici esistenti, anche questi devono collaborare per il raggiungimento di un obiettivo importante ovvero avere entro il 2050 un sistema unificato a zero emissioni.

Ecco dunque che arriva nella direttiva europea Case Green la specifica. L’accordo quindi determina novità in termini di ristrutturazioni. Entro il 2030 il 16% degli edifici di ogni Paese va messo a norma, il 22% entro il 2035. Sembra lontano ma non lo è affatto, dieci anni per trasformare in larga parte gli immobili in un contesto abitativo popoloso come l’Italia non sono affatto tanti. La Commissione europea, facendo alcune valutazioni, ha stabilito che serviranno 275 miliardi di euro per portare a termine questo primo passo.

Il problema è che intanto i bonus si stanno riducendo, il 110% non esiste più e quelli che ci sono, sono comunque sotto forma di rimborso sull’IRPEF a dieci anni, quindi di fatto chi ora non ha possibilità di anticipare i soldi non ha modo di fare i lavori. Senza contare anche il blocco delle caldaie. Sono tutte voci che andranno a impattare sulle famiglie.

Secondo le prime stime sono 12 milioni gli edifici in Italia che non sono a norma, di questi 5 milioni sono prioritari perché hanno un valore molto basso in termini di prestazioni. Quello che si deve fare quindi è ristrutturare, modificare, migliorare l’immobile per tagliare l’impatto negativo. Per farlo, il costo è tra i 20 mila euro e i 55 mila.

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