Il ritorno di una malattia quasi dimenticata preoccupa i medici: fondamentale riconoscerla subito, i sintomi

Torna a far paura a medici e pazienti una malattia che era stata quasi dimenticata. Fondamentale è riconoscerla subito dai suoi sintomi.

Dalla pandemia del 2020 in poi l’attenzione verso infezioni e patologie si è fatta sempre più alta. Ognuno di noi ha vissuto quel periodo con qualche tipo di dolore e difficoltà e la paura che questo possa verificarsi di nuovo ha cambiato le nostre vite. Oggi vi parliamo di una nuova malattia che sembrava sparita del tutto dal mondo, ma alcuni casi hanno fatto scoppiare l’allerta. Anche nel Paese è boom di casi con un incremento del 30% negli ultimi due anni.

Sintomi malattia che preoccupa i medici
Torna una malattia pericolosa – Gentechevainmontagna.it

Questa patologia è causata da un parassita che compie il suo intero ciclo vitale sull’epidermide umana e sopravvive solo per pochissimi giorni al di fuori di questa. Si tratta di una situazione diffusa in tutto il mondo. L’importante in questo momento per tutti è cercare di capire come questa si diffonde e soprattutto quali sono i sintomi che ci permettono di scoprire se anche noi ne siamo stati contagiati. Ma andiamo ad analizzare tutto più da vicino, cercando di capire quali possono essere le conseguenze di questo problema di salute.

Il ritorno della malattia che sta preoccupando tutti

La malattia che preoccupa tutti è la scabbia che ha portato a un boom di casi che non ci potevamo aspettare. Si tratta di una malattia pruriginosa e davvero molto contagiosa, causata dall’acaro Sarcoptes scabiei homini. L’Irccs, Ospedale Meyer di Firenze, ha lanciato l’allarme per una crescita esponenziale di casi. Si parla di tre nuovi casi che portano a un totale di più di 100 nuove diagnosi all’anno.

Quale malattia sta preoccupando tutti
Si torna a parlare della scabbia – Gentechevainmontagna.it

La trasmissione di questa patologia arriva per contatto stretto e per questo si diffonde con grandissima facilità nei nuclei familiari. Il dottor Cesare Filippeschi, dermatologo della struttura, ha parlato al FattoQuotidiano.it specificando: “Tengo a sottolineare che abbiamo avuto sempre casi di scabbia. L’aumento è dovuto alla ripresa dei viaggi internazionali dopo il Covid e a un incremento della resistenza ai farmaci usati tradizionalmente per usare questa malattia: la permetrina e l’ivermectina“.

Lo specialista ha sottolineato: “Confrontandomi con gli specialisti del Bambin Gesù di Roma abbiamo pensato a una terapia a base di zolfo che veniva impiegato nel passato, ma che causava nel tempo forti irritazioni cutanee. Per ovviare a questo effetto indesiderato abbiamo a messo un preparato allo zolfo al 17% di concentrazione basato su una crema emolliente che permette di farlo agire senza irritare la pelle”.

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