Assegno Unico fino a 21 anni: chi può richiederlo e a quanto ammonta

Scopriamo che cos’è l’Assegno Unico Universale, a cosa serve, i requisiti per richiederlo e come avanzare la domanda di ottenimento.

L’Assegno Unico Universale è uno strumento di supporto economico gestito ed erogato dall’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, destinato a nuclei famigliari con figli a carico fino all’età di 21 anni. L’assegno viene riconosciuto per ciascun figlio e viene versato mensilmente. Per i figli minorenni, l’importo erogato va da un minimo di 54,05 Euro ad un massimo di 189,20 Euro al mese; per i figli maggiorenni, invece, la forbice è compresa tra i 28,50 Euro al mese ed i 96,90 Euro al mese.

Assegno Unico Universale fino ai 21 anni: come funziona
L’Assegno Unico Universale è uno strumento di supporto economico destinato a nuclei famigliari con figli a carico fino all’età di 21 anni – GenteCheVaInMontagna.it

Le quote vengono stabilite dall’Istituto in base all’indicatore ISEE dei nuclei famigliari richiedenti: in caso di assenza di ISEE, gli importi concessi sono i minimi delle forbici, che vengono ridefinite ed aggiornate ogni anno su base ISTAT. Una considerazione a sé spetta ai casi di figli che abbiano compiuto la maggiore età: se non vengono rispettati specifici requisiti relativamente allo status del neo-maggiorenne, il beneficio dell’Assegno Unico decade.

L’INPS ha chiarito i requisiti e le condizioni che occorre continuino a sussistere affinché il nucleo possa mantenere l’Assegno anche per il figlio divenuto maggiorenne attraverso la Circolare numero 23 pubblicata il 9 Febbraio 2022: vediamo insieme quindi quali sono e come avanzare la domanda nei casi in cui sussistano.

Figlio neo-maggiorenne studente o lavoratore: cosa succede all’Assegno Unico

Sono quattro le circostanze in cui il nucleo famigliare può continuare a ricevere l’Assegno Unico Universale per il figlio divenuto maggiorenne, ovvero nel caso in cui sia iscritto ad un corso di laurea o, in alternativa, ad un corso di formazione accademica o professionale; se impegnato in un tirocinio oppure in un’attività lavorativa che comportino un reddito massimo annuale di 8.000 Euro lordi; se disoccupato e regolarmente registrato presso i servizi pubblici di impiego; e se impegnato nel servizio civile universale.

Cosa succede all'Assegno Unico quando il figlio diventa maggiorenne
Il valore dell’Assegno Unico per figli maggiorenni è stato rivalutato su base ISTAT del +5,4% per l’anno in corso – GenteCheVaInMontagna.it

Proprio attraverso la Circolare 23/2022 l’INPS ha specificato che, per mantenere l’Assegno, una di queste condizioni deve sussistere sia al momento della domanda sia per l’intera durata della prestazione. Nel caso il figlio sia impegnato in un tirocinio o in un’attività lavorativa, ai fini ISEE può risultare convivente con il nucleo famigliare se il reddito complessivo annuale non supera gli 8.000 Euro lordi; oppure, può risultare non convivente se nei due anni precedenti a quello di richiesta dell’Assegno il reddito non abbia superato la soglia dei 4.000 Euro lordi annuali e gli 8.000 Euro lordi presunti per l’anno in corso.

Recentemente inoltre, attraverso il Messaggio numero 572 pubblicato lo scorso 8 Febbraio, l’INPS ha comunicato che il valore dell’Assegno Unico per figli maggiorenni è stato rivalutato su base ISTAT del +5,4% per l’anno in corso, con erogazione aggiornata a partire dal mese di Marzo, mentre per i mesi di Gennaio e Febbraio l’importo versato è rimasto quello del 2023, prevedendo conguagli correttivi proprio nella mensilità di Marzo. Per maggiori informazioni, approfondimenti e per avanzare la domanda di ottenimento, è necessario rivolgersi all’INPS.

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